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Anelletti al forno alla siciliana, il pranzo domenicale perfetto facile e veloce

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Benvenuti al nostro appuntamento settimanale con la Ricetta della Domenica su Ciuri Food! Niente evoca il calore della famiglia e il profumo delle tradizioni siciliane come il piatto protagonista di oggi: gli Anelletti al Forno alla siciliana.

Questo sformato di pasta, tipico del palermitano ma amato in tutta l’isola, è il re incontrastato del pranzo festivo. Con il suo ragù ricco, la pasta dalla forma caratteristica e l’immancabile crosticina dorata, è una vera e propria celebrazione dei sapori genuini.

Prepariamolo insieme passo dopo passo.

Ingredienti per gli anelletti al forno (per 6-8 persone)

Per la pasta e la base:

  • 600 g di pasta formato Anelletti Siciliani

  • Burro q.b. (per la teglia)

  • Pangrattato q.b. (per la teglia e la copertura)

  • 200 g di Caciocavallo grattugiato (o Parmigiano/Grana se preferite un sapore più delicato)

  • 250 g di Mozzarella per pizza (o Provola dei Nebrodi), tagliata a cubetti

Per il Ragù Siciliano:

  • 500 g di carne macinata mista (bue e maiale)

  • 1 cipolla bianca grande

  • 1 carota

  • 1 costa di sedano

  • 1/2 bicchiere di vino rosso

  • 1 kg di passata di pomodoro

  • 2 cucchiai di concentrato di pomodoro (l’estratto siciliano è l’ideale)

  • 200 g di piselli novelli (freschi o surgelati)

  • Olio extravergine d’oliva q.b.

  • Sale e pepe q.b.

  • Un pizzico di zucchero (facoltativo, per correggere l’acidità)

  • Qualche foglia di basilico fresco

(Opzionale: Alcune varianti prevedono l’aggiunta di melanzane fritte a cubetti o uova sode a fette all’interno dello sformato).

Procedimento

1. Preparazione del Ragù (da fare preferibilmente in anticipo): In una pentola capiente, soffriggete dolcemente in olio EVO il trito di cipolla, carota e sedano. Quando le verdure saranno appassite, aggiungete la carne macinata e sgranatela bene con una forchetta. Fate rosolare a fuoco vivace finché non cambia colore. Sfumate con il vino rosso e lasciate evaporare l’alcol.

Aggiungete il concentrato di pomodoro, mescolando bene per farlo sciogliere nella carne, e poi la passata di pomodoro. Unite i piselli, salate, pepate e aggiungete un pizzico di zucchero se necessario. Abbassate la fiamma al minimo, coprite e lasciate cuocere lentamente per almeno 2 ore, mescolando di tanto in tanto. Il ragù deve risultare denso e saporito. Verso fine cottura, profumate con il basilico fresco.

2. Cottura della Pasta: Lessate gli anelletti in abbondante acqua salata, scolandoli molto al dente (circa 2-3 minuti prima del tempo indicato sulla confezione), poiché continueranno la cottura in forno.

3. Condimento e Assemblaggio: In una ciotola molto capiente, mescolate gli anelletti scolati con abbondante ragù, lasciandone un po’ da parte per la copertura finale. Aggiungete una parte del caciocavallo grattugiato e mescolate bene.

Imburrate generosamente una teglia da forno (tradizionalmente tonda o a ciambella) e spolveratela uniformemente con il pangrattato.

Versate metà della pasta condita nella teglia. Livellate e distribuite sopra i cubetti di mozzarella (ed eventuali uova sode o melanzane fritte se usate). Coprite con la restante pasta e premete leggermente.

4. Copertura e Cottura: Distribuite il ragù tenuto da parte sulla superficie, spolverate con il resto del caciocavallo grattugiato e terminate con un’abbondante manciata di pangrattato.

Cuocete in forno statico preriscaldato a 200°C per circa 30-40 minuti. Gli ultimi 5 minuti, impostate la funzione grill per ottenere una crosticina ben dorata e croccante.

5. Riposo e Servizio: Questo è il passaggio fondamentale: sfornate gli anelletti e lasciateli riposare per almeno 15-20 minuti prima di servirli. Questo permetterà allo sformato di compattarsi, rendendo più facile il taglio delle porzioni (soprattutto se usate uno stampo a ciambella).

All’aeroporto di Palermo apre la nursery-family lounge dedicata alle famiglie con bambini

PALERMO (ITALPRESS) – All’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino apre la nuova sala riservata alle famiglie con bambini. Lo spazio è stato attrezzato per offrire un ambiente accogliente e riservato. L’accesso è gratuito, nell’area è compresa una nursery e le family toilets. Nei due bagni sono presenti i fasciatoi per il cambio e la cura dei bimbi piccoli, così come nei bagni dell’aeroporto. Un bagno è dedicato ai viaggiatori con disabilità, per garantire agevolmente l’accessibilità. Inoltre, l’antibagno è stato trasformato in una mini lounge, arredata con un piccolo divano e un tavolino per rendere più comodo l’allattamento e l’attesa. La sala, si trova nei pressi del gate A11 ed è sempre aperta. Nella porta d’ingresso è stata apposta la specifica segnaletica identificativa.

La nursey- family lounge è soltanto l’ultima novità in fatto di servizi ai passeggeri. Nell’ultimo anno sono state installati 25 nuovi punti di ricarica per telefoni, pc e tablet; due work area attrezzate di prese, luci e impianti senza fili per la ricarica veloce dei telefoni; il wi-fi gratuito in tutta l’aerostazione; sette nuove fontanelle d’acqua refrigerata gratuita e distributori d’acqua gratuiti per refill in zona partenze; nuove sedute; nuovi parcheggi e un’area pet tra le più grandi in Italia.

“Il nostro obiettivo è fare dell’aeroporto di Palermo non solo una moderna infrastruttura di trasporto, ma un luogo capace di accogliere le persone con attenzione, qualità e sensibilità verso le diverse esigenze dei viaggiatori – dice Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto di Palermo – La nuova family lounge rappresenta un ulteriore passo in questa direzione e conferma la volontà di Gesap di investire costantemente nel miglioramento dell’esperienza aeroportuale”.

“Abbiamo realizzato uno spazio dedicato alle famiglie con bambini, pensato per offrire comfort, privacy e funzionalità durante tutte le fasi del viaggio – continua Battisti – Si tratta di un servizio gratuito, sempre disponibile e facilmente accessibile, che si aggiunge agli altri interventi realizzati negli ultimi mesi per rendere l’aeroporto sempre più accogliente, inclusivo e orientato al benessere dei passeggeri. La qualità di un aeroporto oggi si misura non soltanto attraverso l’efficienza operativa – conclude l’ad di Gesap – ma anche dalla capacità di offrire servizi che migliorano concretamente l’esperienza di viaggio. Vogliamo che chi arriva o parte da Palermo percepisca immediatamente attenzione, ospitalità e qualità, elementi che rappresentano al meglio l’immagine della Sicilia e del nostro territorio”.

– Foto ufficio stampa Gesap –

(ITALPRESS).

Fabrizio Corona a pranzo da Nino u’ Ballerino

La star del web, della televisione e del gossip Fabrizio Corona è stato visto negli scorsi giorni pranzare dall’iconico street food palermitano Nino u’ Ballerino, nel suo famoso locale di Corso Finocchiaro Aprile.

Cosa ha mangiato Fabrizio Corona da Nino u’ Ballerino?

Corona è stato visto provare il buonissimo pane con la milza dello chef street food, ormai famoso in tutta Italia per la sua qualità. Non si sanno ancora i motivi della visita del re dei paparazzi a Palermo, forse qualche inchiesta del suo programma Falsissimo? Chi lo sa.

In tanto qualche curioso che passava da lì non ha potuto non notare Fabrizio Corona nel locale di Nino u’ Ballerino e scattargli una foto. Da lì in poche ore hanno fatto il giro del web.

Il web si scatena con le foto di Corona a Palermo

Ha provato uno dei migliori panini con la milza della città – scrive un utente sotto un post Facebook che annunciava la presenza di Corona di Nino u’ Ballerino – speriamo torni presto in Sicilia per qualche suo scoop o per semplicemente godersi il nostro meraviglioso mare o un altro panino con la milza come questo!”.

Feudi del Pisciotto, nel cuore della Sicilia Sudorientale il vino incontra la storia

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NISCEMI (CALTANISSETTA) (ITALPRESS) – A Niscemi, in Val di Noto, in una zona rurale compresa tra Caltagirone e Piazza Armerina, sorge la tenuta Feudi del Pisciotto: 49 ettari di vigneti (su 190 ha totali), fino 300 metri s.l.m., posti ai margini della Riserva Naturale Sughereta di Niscemi e a pochi chilomentri dal mare con un microclima ideale per la produzione di grandi vini. Alla moderna cantina si accompagna, all’interno di un magnifico Baglio del 1700, un affascinante Wine Relais per vacanze all’insegna del relax e dell’enologia di qualità, premiato con la chiave Michelin 2025. Un territorio con un genius loci tutto da scoprire che lasciava intuire come questa parte di Sicilia sarebbe cresciuta molto dal punto di vista enologico.

Per questa ragione Paolo Panerai, già produttore di vino in Toscana, ha scelto di puntare su quest’area ancora poco esplorata. E’ nato così un progetto che fonde la cultura architettonica e il know how enologici maturati nelle altre tenute di Domini Castellare di Castellina (4 cantine in tutto, 2 in Toscana e 2 in Sicilia: Castellare di Castellina in Chianti Classico, Rocca di Frassinello in Maremma Toscana, Feudi del Pisciotto a Niscemi e Gurra di Mare a Porto Palo di Menfi) grazie anche ai consigli dell’enologo Giacomo Tachis e alla competenza del suo delfino, Alessandro Cellai, dal 1996 enologo di tutte e 4 le cantine ed oggi vice presidente esecutivo di Domini Castellare di Castellina. Nei vigneti di Feudi sono protagoniste le varietà autoctone quali Nero d’Avola, Frappato, Grillo e Catarratto, ma anche quelle internazionali come Chardonnay, Syrah e Pinot Nero (da cui nasce le grand vin di Feudi del Pisciotto) e altri due vitigni altrettanto inusuali per la Sicilia, come il Semillon e il Gewürztraminer da cui si ricava un vino passito fuori dalla tradizione dello Zibibbo. Vini che hanno già ottenuto e continuano ad ottenere grandi apprezzamenti dalla critica enologica, testimoniati dall’inserimento del Nero d’Avola 2015 nella Top 100 di Wine Spectator 2017, e dunque fra i 100 migliori vini al mondo. La cantina di Feudi del Pisciotto ha un’affascinante doppia anima che racconta la storia secolare del Palmento (nome latino delle cantine), tipica struttura in uso per la pigiatura delle uve e la vinificazione già al tempo dei Greci e dei Romani rimasta intatta dal 1700 fino ai giorni nostri. Restaurato senza nessuna sostanziale modifica, seguendo i principi fissati dal grande critico Cesare Brandi, il Palmento è collegato a una moderna cantina costruita per vinificare fino a 10 mila ettolitri con le tecnologie più avanzate. Nella nuova cantina è presente la barricaia con oltre 700 barrique. Altre barrique sono collocate nella ex tinaia visibile attraverso il pavimento di vetro del ristorante.

A Feudi del Pisciotto la modernità si sposa quindi con la tradizione, anche riprendendo l’antico processo di vinificazione che prevedeva la sola forza di gravità come strumento per la movimentazione dell’uva e del mosto-vino: l’uva raccolta a mano viene trasportata sul lastrico solare della cantina e, tramite chiusini direttamente collegati ai locali sottostanti, viene convogliata alle vasche di fermentazione senza l’ausilio di pompe, evitando così di far disperdere i contenuti della buccia dei chicchi. Anche i locali dell’imbottigliamento si trovano ad una quota più bassa rispetto alle vasche di stoccaggio, in modo da ridurre al minimo l’uso di pompe e quindi ottenendo anche un risparmio energetico e di emissioni di CO2 nell’ambiente. La cantina di Feudi del Pisciotto produce attualmente circa 250.000 bottiglie suddivise tra le nuove linee Colori di Sicilia e I Putti del Serpotta, le specialità, tra cui il Nero D’Avola Versace e Davolarosa Brut Rosè, i Gran Cru Moro di Testa e L’Eterno e il Passito Tachis che rende omaggio al più grande enologo di tutti i tempi. Si ispirano all’arte siciliana le due nuove linee Colori di Sicilia e I Putti del Serpotta: la prima include quattro vini monovarietali (Grillo, Frappato, Catarratto e Nero D’Avola) freschi, moderni e con una gradazione alcolica contenuta, pensati per un pubblico giovane; la seconda è una linea premium composta da uno Chardonnay Sicilia DOC Superiore e da un Cerasuolo di Vittoria, unica DOCG siciliana, espressione massima della Sicilia sud-orientale. Il legame con l’arte emerge già dalle etichette che, nel caso della linea Colori di Sicilia, riproducono le ceramiche di Giacomo Alessi, maestro di Caltagirone, mentre nel caso de I Putti del Serpotta, raffigurano gli iconici angioletti del famoso scultore siciliano del ‘600 che decorano le più belle chiese barocche di Palermo.

Vini autentici, emozionanti e con una forte identità territoriale. La gamma è completata dai Gran Cru L’Eterno, Pinot Nero in purezza, altra scelta suggerita dal Professor Tachis; Moro di Testa, blend di Syrah e una punta di Nero d’Avola; Nero d’Avola Versace in purezza, inserito nei primi 100 vini al mondo da Wine Spectator con l’annata 2017; e infine lo spumante rosè Davolarosa, prodotto con il Nero d’Avola. E poi c’è il Passito Tachis, a base di Semillon e Gewurztraminer, inusuale per la Sicilia perché realizzato con vitigni internazionali che difficilmente si coltivano sull’isola. Giacomo Tachis, infatti, era convinto che in Sicilia si potesse coltivare qualsiasi vitigno, sulla base del concetto di Galileo Galilei che il vino è Luce (del sole) e Umore (della terra). E così, da un suggerimento del più grande enologo di tutti i tempi, è nato un Passito di straordinaria eleganza da abbinare a tutto pasto.

Infine Tirsat, l’unico vino di Gurra di Mare, l’azienda di Menfi, a base di Chardonnay e Viognier in blend al 50% da vigne che si affacciano direttamente sulla spiaggia di Porto Palo di Menfi. Feudi del Pisciotto commercializza all’estero circa il 65-70% della sua produzione ed esporta soprattutto in Nord America, Giappone, Cina, Svizzera, Germania, Australia e Brasile. Premiato con una Chiave Michelin 2025, il Wine Relais Feudi del Pisciotto offre ospitalità in 15 camere e suite ricavate nell’ala più antica del Palmento e nel baglio. Ambienti riservati ed esclusivi dove l’arredamento di design è in perfetta armonia con il fascino rurale dell’edificio settecentesco e con i grandi spazi all’aperto dove condividere i momenti della giornata immersi nella vista di una generosa natura. Nelle camere e negli ambienti comuni, manufatti commissionati ad artisti locali, ceramiche di Caltagirone, pezzi di design contemporaneo e arredi realizzati dai maestri del made in Italy, conferiscono al Wine Relais un tocco di elegante contemporaneità in un contesto storico di grande fascino. Nell’antico Palmento è stata inoltre ricavata un’intima area benessere con sauna, angolo relax e percorsi benessere ispirati alla vinoterapia. Immersa nella pineta, un’ulteriore area relax con piscina, solarium e pool bar per godere appieno di una vista a 360° sui vigneti.

L’offerta esperienziale a Feudi del Pisciotto si completa con il ristorante Il Palmento di Feudi, ricavato negli spazi dell’antico Palmento, con pavimento di cristallo che si affaccia sulla scenografica barricaia della cantina e terrazza panoramica per pranzare e cenare en plein air. Premiato dalla guida del Gambero Rosso con 2 Forchette, il Ristorante Il Palmento di Feudi propone un’ampia selezione di piatti, che raccontano la Sicilia con estro e fantasia, pur mantenendo uno stile schietto, essenziale, che arriva dritto alle papille gustative. Una cucina artigianale, autentica, che bandisce gli sprechi e ricerca l’essenza del gusto puntando tutto su materie prime rigorosamente locali e attingendo alla ricca tradizione culinaria siciliana. Tra le esperienze che è possibile vivere a Feudi del Pisciotto, i wine tour in cantina con degustazione guidata dei vini, le cooking class per imparare i segreti della cucina siciliana, il trekking nella vicina Riserva Naturale Sughereta di Niscemi, con i suoi alberi da sughero secolari, le escursioni nelle più belle spiagge della zona (che distano mezz’ora in auto) e nelle splendide città del Barocco siciliano. Feudi del Pisciotto è una location molto amata dalle coppie che scelgono di festeggiare il proprio matrimonio. Da un lato il fascino senza tempo di un luogo ricco di storia, dall’altro l’eleganza e la raffinatezza dei dettagli più ricercati rendono indimenticabile ogni momento della festa. A seconda del periodo dell’anno, è possibile festeggiare le nozze negli spazi interni o esterni della struttura con vista mozzafiato sulla campagna siciliana. Ambienti magici e ricchi di charme, dove ogni dettaglio viene scelto con amorevole cura: gli addobbi floreali, le decorazioni in ceramica di Caltagirone e il menu rispecchiano il mix di antico e moderno che caratterizza questo luogo carico di suggestioni.

Il 12 luglio 2025 Feudi del Pisciotto è stato proclamato Luogo della memoria. Il 9 luglio del 1943, i paracadutisti americani impegnati nella Liberazione atterrarono all’imbrunire nel cortile del Baglio. A mezzogiorno dell’11 luglio, 95 soldati americani affrontarono una colonna tedesca di circa 700 uomini. Iniziò un combattimento furioso. Alla fine i tedeschi si ritirarono. Le mura di Feudi sono ancora oggi testimoni di quello scontro perché mostrano i segni del combattimento. “Sette anni fa”, ricorda Paolo Panerai, “ricevetti una lettera dall’Associazione paracadutisti USA con la quale mi veniva comunicato che un paracadutista aveva riconosciuto da un servizio fotografico sui vini di Feudi, le mitragliate sul muro. Era il luogo dove i soldati americani avevano combattuto contro i tedeschi. E ci mandarono insieme alla lettera una foto dell’epoca”. Quella foto probabilmente l’aveva scattata Robert Capa, il più grande fotoreporter di guerra di tutti i tempi, che si fece paracadutare la sera del 9 luglio 1943, rimanendo appeso a un albero per un’intera notte. Fu lui a documentare lo sbarco degli alleati in Sicilia e oggi le sue foto sono in mostra al Museo di Troina.

– foto ufficio stampa Feudi del Pisciotto – credits Alfio Garozzo –

(ITALPRESS).

Nino u’ Ballerino ai Cantieri Culturali della Zisa con Rotary Club Palermo Agorà

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Palermo, 7 giugno 2026 – Il gusto inconfondibile della tradizione palermitana si unisce all’impegno sociale e all’amore per la comunità. Oggi, presso lo Spazio Zac dei Cantieri Culturali alla Zisa, lo storico chef e icona dello street food Palermo, Nino u’ Ballerino, è stato l’assoluto protagonista del momento conviviale della giornata organizzata dal Rotary Club Palermo Agorà, evento inserito all’interno del prestigioso “Progetto del Governatore Sergio Malizia” dedicato alla valorizzazione delle eccellenze del territorio.

I dettagli dell’iniziativa

L’iniziativa promossa dall’Area Panormus, che ha visto la partecipazione entusiasta del Club guidato dalla Presidente Annalisa Abruzzo, si è distinta come una domenica interamente dedicata al bene comune e alla prevenzione sanitaria. Al centro della scena, scelto come simbolo pulsante dell’eccellenza enogastronomica cittadina, c’è stata l’arte culinaria di Nino u’ Ballerino, che ha saputo trasformare la conclusione dell’evento in una grande celebrazione della sicilianità e della condivisione.

Prima del trionfo dei sapori locali, la giornata è stata scandita da un’intensa e lodevole attività di prevenzione medica. Nino u’ Ballerino e il suo intero staff ci tengono a rivolgere un ringraziamento e un plauso speciale ai medici soci del Rotary – Antonietta Matina Di Girolamo, Daniele Gervasi, Sergio Salomone, Nino Panzeca, Giuseppe Ferrantelli – che, con straordinaria generosità e altissima professionalità, hanno offerto alla cittadinanza screening gratuiti di osteoporosi, odontoiatria e pediatria. Portare un aiuto concreto alla salute dei cittadini è una missione nobile che l’azienda del celebre chef sostiene con assoluta e profonda convinzione.

Oltre all’impegno clinico, la giornata ha visto i soci e i loro consorti sostenere attivamente la Rotary Foundation tramite l’acquisto di biglietti per una raccolta fondi, trasformando un semplice gesto di solidarietà in un vero e proprio seme di futuro.

A coronamento di questa formidabile rete di collaborazione rotariana, Nino u’ Ballerino ha deliziato i presenti con una degustazione eccezionale che ha esaltato i prodotti tipici locali. Il suo celebre cibo da strada, preparato con la consueta maestria e l’energia che da sempre lo contraddistingue, non è stato un semplice momento di ristoro, ma un autentico veicolo di aggregazione culturale. Le eccellenze gastronomiche del territorio sono diventate così il collante perfetto per celebrare insieme la bellezza della nostra terra e la forza della rete solidale che la anima.

Le parole dello chef street food Nino u’ Ballerino

“Essere presente in contesti di questo tipo è per me un dovere morale e un grandissimo onore,” fa sapere Nino u’ Ballerino. “Il mio street food è fatto di cuore, tradizione e identità popolare. Sapere che le mie specialità hanno accompagnato una giornata così ricca di amore per il prossimo e attenzione alla salute pubblica mi riempie di immensa gioia. Palermo vince sempre e solo quando fa squadra per il bene di tutti.”

Una domenica speciale e indimenticabile, vissuta nel pieno segno della responsabilità sociale, in cui l’impegno verso il prossimo è stato sapientemente condito dal sapore inimitabile dello street food siciliano per eccellenza.

Arriva a Santa Cristina Gela la festa del Catarratto

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Valorizzare il Catarratto, il vitigno siciliano più identitario e più coltivato, integrandolo nella cultura e nella tradizione dei territori. Nasce da questo obiettivo la prima edizione della Festa del Catarratto, dal 6 al 7 Giugno a Santa Cristina Gela, in provincia di Palermo, e la prima festa dedicata interamente ad un vitigno.

L’evento, ideato e organizzato da  ARCA  (Associazione regionale del Catarratto Autentico) e dalle sei aziende fondatrici (Bagliesi, Caruso & Minini, Castellucci Miano, Di Bella, Feudo Disisa e Tenute Lombardo), promuove una nuova narrazione del Catarratto – di cui oggi in Sicilia si coltivano circa 28 mila ettari – restituendo centralità e dignità ad un vitigno storico e resiliente, attraverso un’alleanza tra produttori e territorio fondata su valori comuni: autenticità, sostenibilità, riconoscibilità.

I dettagli sulla Festa del Catarratto

Una due giorni dedicata non solo al vitigno e alla produzione vinicola delle aziende. ma anche al territorio e alle sue eccellenze gastronomiche, con una degustazione aperta al pubblico che vedrà la partecipazione di tredici cantine – oltre meta delle quali appartenenti alla DOC Monreale – e nove aziende produttrici di formaggio, miele e altri prodotti tipici. 

Oltre ai banchi di assaggio e degustazione, una masterclass dedicata al Catarratto, condotta da Othmar Kiem, direttore di Falstaff Italia, insieme all’enologo Tonino Guzzo, metterà in primo piano il vitigno e i vini prodotti dal Catarratto, evidenziando le diverse espressioni di questa varietà.

 Il progetto vuole anche valorizzare ed essere parte integrante del territorio e della cultura arbëreshë della comunità locale, attraverso degustazioni e momenti culturali.
“La prima Festa del Catarratto nasce come esperimento di educazione, promozione e  valorizzazione del Catarratto, il vitigno più rappresentativi e identitario della nostra isola, coinvolgendo il territorio e la comunità locale, con l’obiettivo di integrare la produzione vinicola in un più ampio contesto culturale con e di fare conoscere il Catarratto e le nuove e più autentiche espressioni stilistiche che ne valorizzano le caratteristiche dando  vita a vini più freschi, più contemporanei e con grande potenziale di invecchiamento” – commenta Sebastiano Di Bella, Presidente di ARCA e produttore.

ARCA non è una semplice associazione di produttori. È un’alleanza agricola e culturale che unisce sei aziende familiari siciliane (Bagliesi, Caruso & Minini, Castellucci Miano, Di Bella, Feudo Disisa e Tenute Lombardo) che in tutto coltivano 80 ettari di Catarratto con un potenziale produttivo di circa 7 mila ettolitri di vino. Diverse per territorio, le aziende di ARCA sono profondamente coese in una visione condivisa: riportare al centro il Catarratto, vitigno storico e identitario della Sicilia collinare attraverso la ricerca enologica e una visione lungimirante, capace di restituire nuove e più complesse interpretazioni.

Dalle Madonie alle colline di Naro, dalle valli del Belice ai rilievi nisseni, ARCA è la voce di un territorio dove il Catarratto non è standardizzato ma riconoscibile, plurale, inconfondibile.  L’Associazione promuove un modello di viticoltura artigianale, biologica, di prossimità dove le aziende adottano rese contenute, tecniche rispettose, conduzioni manuali e non invasive.

 L’ Associazione regionale del Catarratto Autentico vuole mettere al centro questo vitigno che sta vivendo un vero e proprio rinascimento grazie alla volontà delle aziende che hanno creduto in questo progetto e che stanno investendo in promozione e valorizzazione sia nella nostra isola che fuori dai confini della Sicilia. La Festa del Catarratto è infatti la tappa finale del Tour del Catarratto, un viaggio che ha toccato negli ultimi dodici mesi dieci città dentro e soprattutto fuori la Sicilia, raccogliendo ovunque sorpresa e ammirazione per le inattese qualità dei vini.

 Dal Catarratto possono nascere vini freschi, eleganti. Vini di grande personalità e sorprendente verticalità. Il nostro compito è creare valore, restituire al Catarratto il prestigio che merita” – continua Sebastiano Di Bella.

Una delle varietà più antiche e identitarie dell’isola – già nel Cinquecento fonti letterarie documentano la presenza diffusa – il Catarratto è da sempre apprezzato per la sua generosa capacità produttiva, per l’adattabilità ai microclimi siciliani e per la qualità dei vini che se ne ricavavano. Coltivato quasi esclusivamente in Sicilia, il Catarratto rappresenta oggi la varietà più diffusa, circa un terzo (28.000 ha) dell’intero vigneto isolano, anche se fino agli anni Novanta del secolo passato erano circa 90.000 gli ettari. Ma se per secoli il Catarratto è stato coltivato come varietà da vino quotidiano, negli ultimi anni sta conoscendo una stagione di riscoperta e di valorizzazione rivelando la ricchezza delle sue potenzialità ed espressioni, nelle diverse tipologie di vino: dai bianchi freschi e fragranti, capaci di restituire l’essenza mediterranea, dai vini fermi a vini spumante.

“Il successo del Catarratto è infatti legato al suo equilibrio raro: è un’uva che resiste alla siccità e alle principali malattie, fattori che ne hanno favorito la diffusione in quasi tutte le province dell’Isola. La sua plasticità agronomica è il motivo fondamentale per cui, nel tempo, il Catarratto è diventato sinonimo di affidabilità e qualità. Un’uva molto moderna per le sue caratteristiche di sostenibilità” – conclude Sebastiano Di Bella.

Airbnb cerca viaggiatori per una vacanza senza telefono

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MILANO (ITALPRESS) – Quasi 1 italiano su 2 vorrebbe prendersi una pausa dalla tecnologia durante le vacanze e, oltre il 60% ritiene che l’uso eccessivo dello smartphone riduca la qualità delle relazioni con chi viaggia insieme. E’ quanto emerge da una ricerca commissionata da Airbnb, che ha deciso di trasformare questo dato in un’iniziativa concreta: “In vacanza, per davvero”, una settimana senza smartphone in una masseria del Salento per due gruppi di viaggiatori. Le candidature sono aperte su airbnb.com/invacanzaperdavvero da oggi fino al 14 giugno.
E i dati della piattaforma vanno nella stessa direzione: negli ultimi sei anni, oltre 6 prenotazioni su 10 in Italia durante i periodi estivi hanno riguardato soggiorni condivisi, segno di come partire sia sempre più associato al tempo di qualità con le persone più care.

I dettagli dell’occasione di Airbnb, che non puoi perdere

L’iniziativa è dedicata a una famiglia multi-generazionale o allargata che da tempo non riesce a riunirsi, e a un gruppo di amici che la quotidianità ha allontanato. I gruppi – fino a dieci persone ciascuno – sono invitati a raccontare il proprio legame e perchè desiderano concedersi un’esperienza di vera disconnessione. La famiglia potrà vivere la settimana in Salento dal 23 al 29 agosto, il gruppo di amici dall’1 al 7 settembre. Il soggiorno è interamente offerto da Airbnb.
Ad accogliere gli ospiti sarà una dimora seicentesca immersa nella campagna leccese, tra uliveti e agrumeti, con un grande salone, giochi da tavolo, piscina privata e ampi spazi all’aperto. Non mancheranno i consigli delle persone del posto e un momento dedicato alla scoperta del territorio e dei sapori locali.
Il soggiorno è interamente offerto da Airbnb. Le spese del viaggio per raggiungere autonomamente la masseria non sono incluse. L’iniziativa è soggetta a termini e condizioni.

– News in collaborazione con Airbnb –
– Foto ufficio stampa Airbnb –

(ITALPRESS).

All’aeroporto di Palermo, boom di passeggeri attesi per il ponte del 2 giugno: quasi 200mila

PALERMO (ITALPRESS) – A maggio è ancora record di passeggeri all’aeroporto internazionale “Falcone Borsellino” di Palermo, che nel ponte del 2 giugno (da venerdì 29 maggio a martedì 2 giugno), vedrà il passaggio di 171 mila viaggiatori, l’11,50% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (153.331).

Boom di passegeri all’aeroporto di Palermo

Nel lungo fine settimana a cavallo tra maggio e giungo crescono del 10,5% anche i voli (1.091). Resta stabile il flusso dei passeggeri dei voli domestici (98.960) +0,33%, mentre per i passeggeri dei voli internazionale si registra l’impennata del 31,5% (72.005 contro 54.759 mila dello scorso anno) e +29,65% di voli (446 contro 334 del 2025). Secondo i dati diffusi da Gesap, la società di gestione dello scalo aereo palermitano, a maggio il totale dei passeggeri in transito sarà di 970 mila, l’8,5% in più rispetto a maggio 2025.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

Aeroporto di Palermo, Km Malta airlines apre il nuovo collegamento diretto con Malta

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PALERMO (ITALPRESS) – Prende il via stasera, con il volo inaugurale, il nuovo collegamento diretto tra l’aeroporto di Palermo e Malta, come parte del programma estivo 2026 della compagnia di bandiera maltese Km Malta airlines. La nuova tratta sarà operativa tre volte a settimana (martedì, mercoledì e sabato). Ieri, a Villa Niscemi, a Palermo, la compagnia aerea ha organizzato con Gesap, la società di gestione dell’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Palermo, un incontro con il trade alla presenza dell’amministratore delegato di Gesap, Gianfranco Battisti, dell’assessore al Turismo del Comune di Palermo, Alessandro Anello, e della direttrice Italia di Malta Tourism Authority, Ester Tamasi.

“L’attivazione del collegamento diretto tra Palermo e Malta rappresenta un risultato importante per il percorso di crescita internazionale del Falcone Borsellino – dice l’ad di Gesap – e per il rafforzamento del ruolo strategico della Sicilia nel Mediterraneo. Malta è oggi un hub estremamente dinamico, con oltre cento destinazioni europee e mediterranee, e poterla raggiungere da Palermo in circa un’ora di volo significa creare nuove opportunità per il turismo, il business, gli scambi economici e le relazioni istituzionali tra due territori storicamente molto vicini – continua Battisti – Questa nuova rotta contribuisce inoltre ad ampliare ulteriormente la connettività internazionale dello scalo di Palermo, migliorando l’accessibilità della Sicilia occidentale e rafforzando il posizionamento dell’aeroporto come piattaforma strategica di mobilità e sviluppo nel Mediterraneo”. I voli sono disponibili per la prenotazione tramite il sito web o l’app di Km Malta airlines, agenzie di viaggio e altri canali di vendita autorizzati.

– foto ufficio stampa Gesap –

(ITALPRESS).

Feudi del Pisciotto lancia un vino per Niscemi, si chiama Fata Nascim

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NISCEMI (CALTANISSETTA) (ITALPRESS) – Si chiama Fata Nascim, antico nome di Niscemi che significa “Fata della brezza leggera”. E’ la nuova etichetta a base di Cabernet Sauvignon (50%) e Merlot (50%) lanciata da Feudi del Pisciotto affinchè un’aria di rinnovamento inizi a soffiare sulla città di Niscemi. Un progetto di solidarietà il cui ricavato netto delle vendite sarà devoluto per interventi in aiuto alla popolazione colpita dalla terribile frana.
“Un gesto che abbiamo voluto compiere anche come segno di gratitudine nei confronti di questo territorio dove la nostra avventura enologica e di ospitalità con il resort è cominciata molti anni fa”, dice Paolo Panerai, fondatore di Class Editori e produttore di vino in Toscana, che negli anni ’90 decise di rilevare e restaurare l’imponente baglio del 1700 con all’interno un antico Palmento, il più grande della Sicilia orientale, un tempo proprietà della famiglia Branciforte e poi rimasto a lungo in stato di abbandono.

“In un momento così difficile per Niscemi, accogliamo con gioia questo gesto di solidarietà – dichiara il Sindaco Massimiliano Valentino Conti -. L’idea di dedicare un vino alla città e destinare parte dei proventi a sostegno della ricostruzione è un segnale di vicinanza che apprezziamo moltissimo. Siamo felici che un’azienda come Feudi del Pisciotto, che in questi anni ha contribuito allo sviluppo del nostro tessuto economico richiamando turisti da tutto il mondo oltre che appassionati di vino, dimostri questa sensibilità nei confronti del territorio. Perchè i momenti difficili si superano con il sostegno di tutti, unendo le forze e guardando con fiducia al futuro”.

Oggi Feudi del Pisciotto custodisce tra le sue mura cariche di fascino un Wine Relais di 15 camere, premiato con la Chiave Michelin 2025, e il Ristorante Il Palmento di Feudi. Accanto sorge la moderna cantina che produce 250 mila bottiglie. Una realtà di riferimento nel Val di Noto che garantisce continuità occupazionale alla comunità locale.
Feudi del Pisciotto rappresenta inoltre un patrimonio unico anche per la sua storia. Il 12 luglio 2025 è stato proclamato “Luogo della memoria”: qui, quando ancora i soldati tedeschi occupavano la Sicilia, i paracadutisti americani combatterono contro una colonna di circa 700 uomini. Le mura del Palmento conservano ancora i segni di quello scontro.
Con il lancio di Fata Nascim, sottolinea una nota, “Feudi del Pisciotto esprime gratitudine a una comunità che ha contribuito in modo decisivo alla crescita di una realtà apprezzata a livello internazionale, non solo per la qualità dei vini, ma anche per la raffinata ospitalità che ogni anno richiama ospiti da tutto il mondo”.

La tenuta Feudi del Pisciotto sorge in Val di Noto, in una zona rurale compresa tra Caltagirone e Piazza Armerina. Cinquanta ettari di vigneti fino 300 metri sul livello del mare, e un microclima ideale per una viticoltura sostenibile attenta alla natura e alla biodiversità.
– foto ufficio stampa Feudi del Pisciotto –
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