L’intervista di Ciuri Food alla Food blogger e content creator La Cucina di Fefè. Che con il suo blog e i suoi contenuti sui social network porta una ventata d’aria fresca, innovando e rivisitando ricette storiche della tradizione culinaria siciliana.
Federica, la cucina siciliana è fatta di tempi lunghi, attese e ‘rèclame’ antiche. Il web invece vuole tutto ‘subito e facile’. Come riesci a semplificare le grandi ricette della nonna per i tuoi follower senza però tradirne l’anima e il sapore originale? Qual è il piatto su cui non accetti compromessi?
“La verità è che non si tratta di semplificare la tradizione, bensì di ripensare il modo in cui proporla, rendendola accessibile anche a chi oggi ha esigenze di tempo diverse. Trasformare ricette storiche e intramontabili più attuali è la chiave per renderle fruibili a tutti, senza intaccarne l’essenza. Al contrario, è proprio attraverso questa evoluzione che la tradizione rimane viva e continua a tramandarsi di generazione in generazione.
L’anima della cucina siciliana, infatti, risiede soprattutto nel racconto che ogni ricetta porta con sé: una storia fatta di gesti, memoria e identità, non soltanto nel tempo necessario per realizzarla. Inoltre, la modernizzazione è ormai legata a una maggiore attenzione alla salute, un aspetto che rispetto al passato ha assunto un ruolo centrale nelle scelte alimentari contemporanee. Ed è questo che sul mio blog provo a portare avanti con dedizione e amore ormai da 10 anni. Detto ciò il piatto su cui non accetto compromessi sono le mitiche zeppole di San Giuseppe rigorosamente fritte e servite con una generosa dose di miele“.
Tutti noi abbiamo un odore che ci riporta all’infanzia. Se chiudi gli occhi e pensi alle domeniche in famiglia di quando eri piccola, qual è il profumo esatto che senti uscire dalla cucina? E oggi riesci a replicare quella stessa magia nei tuoi piatti?
“L’odore della mia infanzia è indiscutibile, è il profumo del ragù fatto in casa con patate, salsiccia e polpette di tritato come lo preparava mia nonna, e dopo di lei mia mamma. Un piatto iconico che evoca non solo profumi, ma anche risate, spensieratezza e domeniche in famiglia. Ovviamente la ricetta du fassumàuru co’ sugu, ovvero il falsomagro al sugo, preparato a quattro mani insieme a mia madre, ne è un chiaro esempio sul mio blog“. (visitabile, cliccando QUI. n.d.r.).
Apriamo virtualmente la tua dispensa. Quali sono i 3 ingredienti made in Sicily che non mancano mai a casa tua?
“Non ho dubbi su ciò che nella mia dispensa non manca mai, ed è in primis il pistacchio di Bronte con cui questa estate ho preparato la mia granita fatta in casa, da gustare rigorosamente con le brioche col tuppo. Ma il pistacchio nei miei piatti dolci e salati è immancabile. Un altro ingrediente sono le mandorle pizzute di Avola, altro must della mia cucina. Con la loro farina si preparano biscotti squisiti che a casa mia vanno sempre a ruba. Infine, le acciughe sott’olio che io acquisto locali a Marzamemi o quelle dello Stretto di Sicilia, perché la pasta con la muddica atturrata la faccio sempre facendo sciogliere 2-3 acciughine in padella con l’aglio. Una poesia”.

Su Ciuri Food cerchiamo spesso le perle nascoste. C’è una ricetta siciliana antica, magari poverissima o dimenticata, che secondo te meriterebbe di diventare virale sui social?
“Io credo che tutte le ricette di gastronomia e pasticceria siciliana meriterebbero di essere diffuse a profusione per la loro storia e bontà, ma certamente la pasta chi masculini (così la chiamava mia nonna) cu finocchiettu rizzo, cioè la pasta con le acciughe fresche e il finocchietto selvatico è un’opera d’arte di cucina povera ma dall’impronta gourmet che ai miei occhi vince il primo posto“.
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