La primavera è finalmente esplosa in tutta la sua bellezza e, con le giornate che si allungano e il sole che scalda le nostre colline, il richiamo della natura diventa irresistibile. È tempo di tirare fuori le tovaglie a quadretti, preparare i cestini di vimini e organizzare la perfetta scampagnata di aprile. Ma cosa portare da mangiare? Se nella Sicilia occidentale trionfano lo sfincione e le frittate di maccheroni, spostandoci nel sud-est dell’isola, tra i muretti a secco e i carrubi dei Monti Iblei, la tradizione culinaria siciliana ci mette di fronte a un dilemma tanto antico quanto delizioso. Qual è il lievitato perfetto da infilare nello zaino? Oggi noi di Ciuri Food vi accompagniamo in una sfida all’ultimo morso tra due giganti della rosticceria siciliana: la Scaccia Ragusana e l’‘Mpanata.
La scaccia ragusana
L’eleganza fatta a strati. Se non l’avete mai assaggiata, immaginate la Scaccia ragusana come un capolavoro di architettura gastronomica. La base è un impasto semplice di farina di grano duro, acqua, lievito e olio extravergine (o strutto, per i puristi). Il vero segreto, però, risiede nella lavorazione: la pasta viene stesa con il matterello (il sbrilluni) fino a diventare una sfoglia quasi trasparente.
A questo punto avviene la magia. La sfoglia viene condita e poi ripiegata su se stessa inumidendo i bordi, condita di nuovo e piegata ancora, fino a formare un rettangolo compatto caratterizzato da innumerevoli strati. Il ripieno classico, quello che fa piangere di gioia, prevede una ricca salsa di pomodoro impreziosita da abbondante Caciocavallo Ragusano DOP grattugiato. Ma le varianti di questa perla della cucina povera siciliana sono infinite: cipolla e prezzemolo, ricotta e salsiccia, o l’immancabile pomodoro e melanzane. Tagliata a fette, la scaccia rivela la sua favolosa struttura a chiocciola: è compatta, non sporca le mani, si mangia facilmente camminando ed è squisita anche fredda. Il perfetto street food siciliano da prato!
Sua maesta l’Mpanata
Se la scaccia è un gioco di sfoglie sovrapposte, l’‘Mpanata (o impanata) è un vero e proprio scrigno chiuso. Di chiara derivazione spagnola (le empanadas iberiche hanno lasciato un segno indelebile in questo angolo di Sicilia), si presenta come una torta salata rustica dai bordi spessi e sapientemente pizzicati a mano per sigillare il contenuto, formando il caratteristico rieficu (il cordoncino ornamentale).
L’impasto è solitamente più tenace e corposo, progettato per trattenere ripieni umidi e strutturati. Nasce come piatto unico per i pastori e i contadini, e proprio per questo il suo cuore è opulento. La variante regina del periodo post-pasquale è senza dubbio l’‘mpanata di agnello, in cui la carne viene cotta lentamente all’interno dell’involucro di pasta, assorbendone tutti i succhi. Ma per chi cerca alternative più “leggere” da scampagnata, spiccano le versioni farcite con spinaci e uva passa, broccoli, o l’immortale accoppiata patate e salsiccia. Un morso di ‘mpanata è un pasto completo, un concentrato di energia e sapori forti che celebra a pieno i prodotti tipici siciliani.
Il verdetto di Ciuri Food: meglio scaccia Ragusana o L’Mpanata?
Allora, chi vince la sfida? La verità è che non c’è picnic siciliano che si rispetti senza la presenza di entrambe. La Scaccia Ragusana conquista per la sua consistenza sfogliata e croccante, per l’equilibrio dei sapori e la praticità. L’‘Mpanata, d’altra parte, è il “comfort food” per eccellenza, la coccola rustica che sazia e appaga dopo una lunga camminata tra i boschi.
Il nostro consiglio? Dividete il cestino a metà. Riempite un lato con generose fette di scaccia al pomodoro e caciocavallo, e l’altro con tranci di ‘mpanata. Aggiungete una bottiglia di Frappato fresco, e avrete creato il menù perfetto per la vostra scampagnata. E voi, quale di questi fantastici lievitati siciliani sceglierete per la vostra prossima gita fuori porta?





