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Weekend di gennaio sull’Etna: ecco cosa fare fra neve, lapilli e sapori selvaggi

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C’è qualcosa di magico nell’Etna a Gennaio. Mentre sulla costa magari c’è il sole e si sta con la giacca leggera, basta alzare lo sguardo per vedere “A Muntagna” vestita di bianco.

Il contrasto è l’unico al mondo: la neve candida che si poggia sulla pietra lavica nera e ruvida, con il fumo del cratere che si confonde con le nuvole e, sullo sfondo, il blu intenso del Mar Ionio.

Se state programmando un weekend fuori porta per iniziare l’anno, l’Etna non è solo una meta sciistica. È un’esperienza gastronomica “estrema”. Perché lassù, il freddo fa venire una fame che a valle non potete nemmeno immaginare.

Ecco la guida di Ciuri Food per un weekend tra i crateri, senza sbagliare strada (e piatto).

Dove andare: nord o sud? L’eterno dilemma

L’Etna ha due volti, come Giano bifronte. Scegliete in base al vostro “mood”.

1. Il versante Sud (Nicolosi / Rifugio Sapienza)

È il lato più “lunare” e turistico. Se volete vedere i crateri spenti (i Crateri Silvestri) senza faticare troppo, questa è la meta.

A Gennaio qui il paesaggio è spettrale e affascinante: distese di lava nera che spuntano dalla neve. È perfetto per una passeggiata con vista sul Golfo di Catania.

  • La tappa obbligata: I paesi pedemontani come Nicolosi. Qui la vita scorre lenta e l’aria profuma di ginestra e legna bruciata.

2. Il versante Nord (Linguaglossa / Piano Provenzana)

È il lato “alpino”. Qui non sembra di essere in Sicilia, ma sulle Dolomiti, se non fosse per il mare all’orizzonte.

Attraverserete la Pineta Ragabo, un bosco fitto di pini altissimi che con la neve diventa fiabesco. È la zona preferita da chi ama sciare o fare ciaspolate nel silenzio assoluto, lontano dalla folla.

  • La tappa obbligata: Il borgo di Linguaglossa o, scendendo, la medievale Randazzo, costruita interamente in pietra lavica scura.

Cosa mangiare: il “kit di sopravvivenza” invernale

L’aria rarefatta e il freddo pungente (copritevi bene, il vento in quota taglia la faccia!) richiedono calorie. La cucina dell’Etna è robusta, terragna, antica.

Dimenticate il pesce. Qui regnano il maiale, i funghi e le verdure selvatiche.

1. “Sasizza e Caliceddi”: il re dell’inverno

Non potete scendere dal vulcano senza aver mangiato questo piatto.

La salsiccia (spesso “al ceppo”, tagliata a punta di coltello e condita con finocchietto selvatico) viene servita sfrigolante accanto ai Caliceddi (o Cavolicelli).

Cosa sono? Una verdura spontanea, amarognola, che cresce proprio sulle terre nere vulcaniche. Vengono “affogati” in padella con aglio e olio. L’amaro della verdura pulisce la bocca dal grasso della carne. È un matrimonio perfetto.

2. La Zuppa di Ceci e Castagne

Nei rifugi di montagna la troverete spesso. Le castagne dell’Etna sono dolci e farinose, e cotte insieme ai legumi e a qualche cotica di maiale creano una zuppa densa che riscalda l’anima dopo una camminata sulla neve.

3. I Funghi di Ferla e Porcini

Anche se la stagione clou è l’autunno, a Gennaio i funghi (spesso conservati sott’olio o essiccati e rinvenuti) sono onnipresenti. Chiedete le tagliatelle ai funghi dell’Etna: il sapore è più intenso rispetto a quelli del nord Italia, grazie alla mineralità del terreno lavico.

4. Il Pistacchio (ma quello vero)

Se passate dal versante ovest (zona Bronte), tutto si tinge di verde. Ma attenzione: a Gennaio provate i primi piatti: pasta al pesto di pistacchio e speck, o le scaloppine al pistacchio. Il dolce lasciatelo per la fine.

Cosa bere sull’Etna?

Siete nella patria dell’Etna DOC.

Ordinare un vino “della casa” qui è un terno al lotto spesso vincente, ma se volete andare sul sicuro, chiedete un vino della casa. Un vino rosso elegante, non troppo pesante, ma con una gradazione che vi rimetterà al mondo se avete le mani congelate. Sentirete note di frutti rossi e quella punta di “cenere” che lo rende unico.

Il consiglio di Ciuri Food

Non fermatevi al primo piazzale affollato. Cercate le piccole botteghe nei paesi ai piedi del vulcano prima di salire. Comprate un sacchetto di Mele dell’Etna (piccole, dolci e croccanti, le “Cola” o le “Gelato”) da sgranocchiare mentre guardate il panorama. E ricordate: sull’Etna il tempo cambia in 5 minuti. Portatevi le catene a bordo e l’appetito in tasca.

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