Nasce oggi Ciuri Food.
C’è un momento preciso in cui ti accorgi che qualcosa manca. Per noi, quel momento arrivava ogni volta che sentivamo parlare della Sicilia fuori dalla Sicilia. Ogni volta che vedevamo un cannolo riempito ore prima, con la cialda ormai molle, spacciato per “autentico”. Ogni volta che un turista ci chiedeva dove mangiare gli “spaghetti with meatballs” (che qui non esistono). Ogni volta che la complessità millenaria della nostra isola veniva ridotta a due o tre stereotipi da cartolina, tra un padrino e un carretto colorato.
La Sicilia non è una cartolina. È un continente.
È la neve dell’Etna che guarda il mare tropicale. È il mercato arabo di Palermo e il tempio greco di Agrigento. È la cucina dei Monsù francesi nei palazzi nobiliari e quella poverissima, geniale, dei contadini che facevano le polpette senza carne.
Ciuri Food nasce da qui. Da un’urgenza quasi fisica.
L’urgenza di dire: “Aspettate, fermatevi. Sedetevi al nostro tavolo. Vi spieghiamo com’è veramente.”

Perché “Ciuri”?
Quando abbiamo dovuto scegliere un nome, cercavamo qualcosa che fosse immediatamente siciliano, ma non banale. Qualcosa che suonasse come una musica antica ma che evocasse freschezza. Il fiore è l’inizio di tutto. È il bocciolo del cappero di Pantelleria prima di diventare frutto. È la zàgara che profuma gli agrumeti della Conca d’Oro. È la mandorla che fiorisce a febbraio ad Agrigento mentre altrove è ancora inverno.
Il fiore è delicato, va trattato con cura, proprio come la nostra tradizione gastronomica. Se lo maltratti, appassisce. Se lo rispetti, diventa un frutto meraviglioso.
Ciuri Food va oltre la semplice ricetta
Quando abbiamo messo online www.ciurifood.it, abbiamo fatto una promessa a noi stessi: questo non sarebbe stato “un altro sito di ricette”. Ce ne sono già troppi.
Non ci interessa solo dirvi quanto pomodoro mettere nella Caponata. Ci interessa spiegarvi perché la Caponata è il piatto che meglio racconta l’anima agrodolce della Sicilia, crocevia di culture.
Ciuri Food nasce per:
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Difendere l’autenticità (quella vera): Combattiamo le scorciatoie. Vi spiegheremo perché il Riccio di mare non va mai cotto e perché nel Pitone Messinese non ci va la mozzarella. Siamo puristi, sì, ma con il sorriso.
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Dare voce agli artigiani: Dietro ogni grande prodotto c’è una faccia, ci sono mani che lavorano la terra lavica o che tirano le reti in mare aperto. Vogliamo raccontare le loro storie, non solo i loro prodotti.
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Guidare il viaggiatore consapevole: Vogliamo portarvi oltre le trappole per turisti. Suggerirvi il mercato rionale dove la gente urla per vendere il pesce, il panificio nascosto nel vicolo, l’esperienza che vi sporcherà le mani di olio e vi riempirà il cuore.
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Fare cultura: Perché capire la differenza tra un’arancia Tarocco e una Moro è un atto culturale. Sapere perché a Santa Lucia non si mangia pane è storia, non solo folklore.
Benvenuti a tavola
Questo sito è una tavola imbandita. È rumorosa, colorata, a volte eccessiva, come una domenica in famiglia in Sicilia.
È un progetto aperto. Crescerà con i vostri commenti, con le vostre scoperte, con la vostra voglia di Sicilia.
Che siate siciliani “di scoglio” che non se ne sono mai andati, siciliani di ritorno che cercano le proprie radici, o semplicemente amanti della bellezza e del buon cibo: questo è il vostro posto.
Accomodatevi. Si comincia.
La redazione di Ciuri Food





