Entrare in una bottega di prodotti tipici siciliani e chiedere “un buon olio” è un po’ come entrare in una concessionaria e chiedere “una macchina veloce”. La domanda che vi farà il banconista sarà sempre la stessa: “Sì, ma per farci cosa?”.
La Sicilia non è solo un’isola, è un continente olivicolo. Ogni zona ha la sua cultivar (varietà di oliva), il suo microclima e, di conseguenza, il suo sapore unico.
Oggi su Ciuri Food mettiamo a confronto i tre “tenori” dell’olio extravergine siciliano: la potente Nocellara del Belice, la profumata Tonda Iblea e la delicata Biancolilla.
Qual è il migliore? La risposta breve è: dipende.
La risposta lunga è qui sotto.
La Nocellara del Belice
Se ti piace l’olio che “pizzica” in gola e che ha un carattere forte, questo è il tuo campione. Coltivata principalmente nella Valle del Belice (Trapani, Castelvetrano, Partanna), la Nocellara è l’unica oliva in Europa ad avere due DOP: una come olio e una come oliva da tavola.
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Il colore: Verde smeraldo intenso, quasi fosforescente appena franto.
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Il profumo: Erbaceo. Sa di carciofo, di mandorla fresca e di pomodoro verde.
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Al Palato: È un olio intenso. Ha un amaro e un piccante decisi (che sono pregi, non difetti! Indicano la presenza di polifenoli, antiossidanti naturali).
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L’Abbinamento Perfetto: Regge i sapori forti. Usalo a crudo su zuppe di legumi, carni rosse alla brace, pane cunzato (con acciughe e formaggio forte) o per condire un’insalata di arance e finocchi. Se lo metti su un pesce bollito delicato, coprirai il sapore del pesce.

Biancolilla: l’anima gentile
Dall’altro lato del ring c’è la Biancolilla, diffusa soprattutto nell’agrigentino e nel palermitano. Il nome deriva dal fatto che l’oliva, durante la maturazione, passa dal verde chiaro al lilla. È l’olio dell’eleganza.
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Il colore: Giallo paglierino con riflessi verdi, molto più chiaro della Nocellara.
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Il profumo: Delicato, ricorda la mandorla dolce e le erbe di campo leggere.
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Al palato: È un olio leggero e fluido. L’amaro e il piccante sono appena accennati, molto equilibrati. Non “aggredisce” la bocca.
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L’Abbinamento perfetto: È il re del pesce. Usalo su una frittura di paranza, su un pesce spada alla griglia o su verdure bollite. È fantastico anche nella pasticceria siciliana: molti chef lo usano al posto del burro per fare frolle o torte, proprio per la sua delicatezza. È l’olio ideale per chi non ama i sapori troppo invasivi (e per i bambini durante lo svezzamento).

Tonda Iblea
Spostiamoci a Sud-Est, sui Monti Iblei. Qui regna la Tonda Iblea, una varietà che regala un’esperienza olfattiva unica al mondo. Se la Nocellara è potenza e la Biancolilla è grazia, la Tonda Iblea è aroma puro.
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Il colore: Verde oro.
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Il profumo: Inconfondibile. Se chiudete gli occhi e annusate un bicchierino di Tonda Iblea, sentirete distintamente l’odore della foglia di pomodoro e dell’erba appena tagliata. È un profumo fresco, che sa di orto estivo.
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Al palato: Medio-intenso. Ha un equilibrio perfetto tra dolce, amaro e piccante. Molto armonico.
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L’Abbinamento Perfetto: È nato per sposarsi con il pomodoro. Sulla caprese, sulla bruschetta o sulla pizza è la morte sua. Ottimo anche su grigliate miste e primi piatti al sugo.
Il verdetto di Ciuri Food: quale comprare?
Non esiste “il migliore” in assoluto, esiste il migliore per il tuo piatto. Un vero siciliano, in dispensa, ne tiene spesso due tipi:
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Scegli la Nocellara se: Ami i sapori decisi, il pizzicore in gola e mangi molta carne, legumi o pane rustico.
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Scegli la Biancolilla se: Ami la cucina di mare, i sapori delicati o cerchi un olio “tuttofare” che non copra i sapori delle materie prime.
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Scegli la Tonda Iblea se: Cerchi un olio profumatissimo da usare rigorosamente a crudo per stupire gli ospiti con quell’aroma di pomodoro.
Il consiglio:
Qualunque scegliate, l’importante è che sia Estratto a Freddo e proveniente da olive 100% siciliane. Diffidate dalle bottiglie trasparenti (la luce uccide l’olio) e dai prezzi troppo bassi. Un vero olio siciliano è una spremuta di olive, fatica e sole: vale ogni centesimo.





