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L’intervista a Daniele Bonansinga, il volto della Pasticceria Principe di Panebianco di Messina

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Quella della Pasticceria Principe di Panebianco è una storia di successo che, a Messina, ha attraversato due secoli e quattro generazioni. La pasticceria nasce nel 1945 a Messina da Giuseppe Panebianco. Sarà il figlio Angelo a raccogliere l’eredità paterna, trascorrendo tutta la vita tra il laboratorio e il bancone, fino a oltre i 90 anni, e a trasmetterla alla figlia Elena e ai nipoti Daniele e Samuele Bonansinga.

Daniele, classe 1991, è il volto della pasticceria. Membro di Con.Pa.It. (Confederazione Pasticceri Italiani) che opera dal 1996 per promuovere la tradizione pasticcera italiana abbinata alle più moderne tecniche, Daniele si divide tra due passioni, il lavoro in pasticceria e lo sport agonistico. È infatti un atleta professionista di pallanuoto.

L’intervista a Daniele Bonansinga

A che età hai scoperto la tua passione per la pasticceria?
Non c’è un’età precisa. Ho iniziato prestissimo a stare in laboratorio perché sono cresciuto nella casa dei nonni, che si trova sopra la pasticceria di famiglia. Amavo osservare e aiutare il nonno e ho seguito le sue orme“.

A chi devi quello che sei diventato?
Devo tutto a nonno Angelo che fino ad oltre i 90 anni è stato l’anima dell’attività e mi ha insegnato tutti i segreti di questa arte. Mio nonno ha lasciato l’attività a me e Samuele, che siamo i nipoti più grandi e siamo cresciuti con lui in pasticceria. Sin da piccoli abbiamo imparato tutti i segreti del mestiere, affiancati dalla mamma che è uno dei pilastri dell’attività“.

Daniele Bonansinga - CANNOLO

Come riesci a dividerti tra le tue due passioni?
Il lavoro in pasticceria mi assorbe moltissimo. Quest’anno, per gli impegni e le tante responsabilità in pasticceria, sto trascurando un po’ la pallanuoto ma quando ho tempo libero cerco di dedicarmi allo sport. Purtroppo ho rinunciato alla serie B perchè era troppo impegnativa, non riuscivo più a seguire tutti gli allenamenti, e ho scelto un campionato minore: la serie C a Reggio Calabria che mi impegna ma mi alleno di meno“.

Qual è il tuo dolce preferito?
Prediligo il salato ma sono pazzo per il gelato, lo mangerei sempre. Non ho un dolce preferito ma, dovendo scegliere, direi la pignolata bianca“. 

Qual è l’ingrediente del tuo territorio che ti piace utilizzare nei tuoi dolci?
Non c’è un ingrediente del territorio in particolare. Utilizziamo molto la mandorla siciliana e lavoriamo molto con la stagionalità degli ingredienti, quindi con la frutta fresca del periodo“.

La famiglia - Daniele Bonansinga

Quali sono i dolci più amati nella vostra pasticceria?
Sicuramente i cannoli alla ricotta che prepariamo noi con le scorze artigianali e con la ricetta del nonno. Poi sicuramente tutti i dolci di tradizione messinese come la pignolata, gli ‘nzuddi e i piparelli. Nella bella stagione lavoriamo molto con i gelati artigianali e le granite messinesi, molto richieste anche dai turisti, e nelle festività vanno a ruba i grandi lievitati delle feste, come panettoni e colombe pasquali. Per prepararli utilizziamo solo lievito madre e i migliori ingredienti. Alla pasticceria tradizionale affianchiamo anche quella moderna, con una vasta scelta di mousse e monoporzioni fresche e colorate, molto curate nell’estetica che sono molto apprezzate dalla nostra clientela“.

Come si diventa un bravo pasticcere?
Serve tanta umilità, pazienza e soprattutto fame… di imparare e voglia di fare bene. Bisogna iniziare dalle basi, come diceva il nonno. Io ho cominciato, pulendo le teglie da pasticceria e osservando per imparare tutto il possibile. Si diventa bravi cercando di rubare il mestiere con gli occhi. È un lavoro in cui non smetti mai di imparare, che continua a regalarti nozioni nuove.  Solo con impegno costante e sacrificio si può ambire per ottenere risultati“. 

Per chi vorrà venire a Messina a provare le vostre specialità, dove si trova la pasticceria?
La pasticceria si trova nella sede storica di Camaro, vicino allo svincolo autostradale di Messina centro“.

Ringraziamo Daniele Bonansinga per l’intervista!

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