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Quattro città siciliane fra le 100 migliori al mondo per il cibo: ecco quali sono

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Nella classifica, stilata da TasteAtlas, figurano ben 21 località italiane

La considerazione della Sicilia come una meta turistica rinomata non solo per il clima, ma anche per il buon cibo, è un dato di fatto, assodato a livello internazionale, non dovrebbe, quindi stupire, che nella classifica annuale stilata dal portale gastronomico TasteAtlas.com, sono ben quattro le città dell’Isola a figurare fra le 100 migliori al mondo per il cibo: Palermo, Catania, Taormina, e Noto.

Fra le esultanze di gioia, peraltro comprensibili, per quest’ennesimo trionfo della cucina Siciliana, però emergono alcune domande fra i più curiosi che devono essere soddisfatte; innanzitutto, chi o cosa rappresenta TasteAtlas?

Fra poco lo “scopriremo”…

TasteAtlas: atlante online del cibo

TasteAtlas, fondato dal giornalista e imprenditore croato Matija Babić, venne lanciato nel 2018 (dopo anni di sviluppo); e, per chi non lo sapesse, è un vero e proprio atlante online dei cibi tradizionali nel mondo.

Il sito, in pratica, contiene una raccolta di descrizioni riguardanti piatti tipici di una determinata località o zona del mondo, con gli ingredienti e le ricette, mostrando le informazioni su una mappa mondiale interattiva, compresi anche i suggerimenti sui ristoranti dove poterli gustare.

Si tratta di un mix tra un’enciclopedia del cibo, una guida turistica culinaria, e un database culturale gastronomico, che, senza nessuna pretesa di ergersi a competitor del calibro di Michelin, pubblica continuamente classifiche a livello mondiale sui migliori piatti, le migliori cucine, e le migliori località dove mangiare prelibatezze.

Per dovere di cronaca è doveroso evidenziare che si tratta di classifiche stilate con criteri discutibili influenzate dai voti dei lettori; tuttavia, TasteAtlas ha sicuramente dei punti di forza notevoli, difatti è ottimo per scoprire piatti tradizionali di un determinato paese poco conosciuti, ed è anche molto utile per viaggiatori “foodie”, (o se preferite turisti enogastronomici), ovvero gli appassionati di cibo e vino che mettono l’esperienza culinaria al centro del loro viaggio.

Anche l’approccio del portale per attirare l’interesse dei lettori merita una nota di rilievo: il focus, infatti, è incentrato sulla cucina locale autentica, piuttosto che sui locali dove provarla.

Il piazzamento siciliano nella classifica

Dopo avere fornito informazioni abbastanza esaustive su TasteAtlas, torniamo a parlare del piazzamento delle città siciliane sulla relativa classifica; che, se guardata in un contesto più ampio, o meglio, con spirito patriottico, non può che rendere orgogliosi; sono 21, infatti, le località italiane presenti, di cui 4 occupano addirittura le prime posizioni, nell’ordine: Napoli, Milano, Bologna, e Firenze.

È importante considerare che, in base, alle informazioni presenti nella pagina dei risultati, la classifica ha origine dalla selezione di 18.828 città presenti nel suo database, e dall’elaborazione di 590.228 valutazioni valide relative a 18.912 alimenti.

Le 100 città finaliste hanno ottenuto valutazioni medie più alte per i piatti regionali e nazionali più comunemente serviti in loco.

In poche parole su 100 finaliste, selezionate da una base di dati originale più ampia di oltre 18.000 unità, sono 21 quelle che “parlano” italiano, di cui 3, come è già stato anticipato, figurano nel podio, e poi, subito dopo, c’è ne un’altra ancora, non male no?

Ma proseguiamo a descrivere il piazzamento del tricolore su questa classifica, parlando delle 4 città siciliane presenti.

Nella parte alta della classifica, rispettivamente alla 22a e alla 23a posizione, spiccano Palermo e Catania; il capoluogo di regione sfoggia nella top 50 del cibo mondiale i suoi capolavori culinari: le Panelle, i Cannoli, la Pasta con le sarde; mentre il capoluogo etneo mostra con orgoglio la granita, gli spaghetti al nero di seppia, e gli arancini (per favore non cominciamo con la diatriba che verte sulla declinazione al maschile o al femminile, l’importante è che sia cibo buono e genuino).

Pasta con le sarde.
Pasta con le sarde.

Importante notare nella top 50 come entrambe le città metropolitane condividono, sia pur ciascuna con delle varianti, la preparazione di alcune pietanze come la caponata e la pasta alla norma, piatti che hanno contribuito a fargli raggiungere posizioni di tutto rispetto nella classifica di TasteAtlas; segno evidente che ad accomunare le due città, storicamente “rivali” sia l’amore per il cibo genuino della tradizione siciliana.

La parte bassa della classifica è occupata da Taormina che guadagna la 76a posizione, seguita da Noto che si colloca al 96° posto.

Meta turistica molto apprezzata a livello internazionale, Taormina si colloca nella top 100 del cibo mondiale, grazie ai suoi Cannoli, e alla sua Parmigiana, nonché i piatti già menzionati come la Caponata, la Pasta alla Norma e gli immancabili Arancini.

Per quanto riguarda la capitale del Barocco, così definita nel 2002, con il suo centro storico dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, insieme con le altre città tardo-barocche del Val di Noto, presenta un menù costituito dalle Sarde a beccafico, e da una vero e propria rassegna di dessert come la Granita, Brioche col tuppo, Cassata, e Cannoli: un tripudio di dolcezza, che sfida ogni resistenza all’assaggio.

Terminato il resoconto sul buon piazzamento della Sicilia nella top ten del gusto stilata da TasteAtlas, non rimane altro che fare le dovute considerazioni a riguardo, in modo coerente con la mission di CiuriFood, che esula completamente dalla mentalità di “ultrà sfegatato”: oltre la logica dei numeri, delle classifiche, e dei report statistici, ci sono i valori come la semplicità, la genuinità, l’arte, la dedizione, la passione di chi, ognuno nel proprio ruolo, ha fatto grande la Sicilia nel mondo, e continua a farlo non solo nella cucina.

Non conta tanto la posizione che si occupa in una classifica, e quindi il risultato finale, che può essere duraturo o effimero, ma il percorso effettuato per arrivare a quel risultato; la conoscenza acquisita anche negli insuccessi, è questo che rende il risultato ancora più grande, o tanto per rimanere in tema, a dargli più sapore.

A presto.

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